UNA LEZIONE DI BLU
New York   18 ottobre 2007

 

          Dipingo fuori dalle righe. Vivo in un bosco arroccato sulle colline di Salerno in Italia.

Una scelta fatta quando avvertii stretti i meccanismi che il mercato e la critica disegnavano per l'arte, quando s'incominciavano a osannare opere fini a se stesse, create per compiacere una società che si andava sfaldando, senza pudore, senza futuro né prospettive. Io amo il mio fare d'artista, amo giocare con le forme e i colori, li declino in un caleidoscopio di variazioni che rappresentano sentimenti, passioni, amore. Faccio uso e abuso del colore. Mi compiaccio nell'esplorare le potenzialità di un unico tono che con impercettibili variazioni di gradazione si trasforma in materia viva. Il colore prende corpo e
definisce spazi, personaggi e superfici.E'uno stendere nello spazio oggettivo la gioia di esistere, la mia e la vostra storia, con ancora l'infinita possibilità di andare avanti. Ogni volta è una sfida. Una forza creativa che nasce dalla difficoltà del rimettermi in gioco.

Uno strano percorso il mio. Per abbeverarmi di arte, di stimoli non ho mai cercato il contatto con le mostre ufficiali, al contrario, mi ordino di ignorarle. E quando sento la necessità di ricaricarmi, mi rifugio
presso un'amica che, mentre appaga la mia sete di sapere, m'incanta e mi strega. E' un'isola (d'estate) calpestata da milioni di uomini, e poi abbandonata, spesso defraudata (come e più di ogni angolo della terra) è adagiata nel letto del Mediterraneo: la Sardegna.

Dapprima mi ha inebriato con i colori delle sue coste e poi ha fuso il mio animo con la parte più forte di essa: le sue rocce, il suo esaltante profumo, la sua stravagante varietà di sensazioni. Come in un presagio incomincio a dialogare con il vento, il mare, le rocce. In Sardegna mi sono fatto allievo e lì ho catturato la densità dei colori, la palese e forte presenza delle Grandi Pietre che presto sono diventate mie amiche e Pietre Amanti. E lei, la Sardegna, grande maestra mi lascia credere che molte cose nascano dentro di me come il più fantastico e remoto dei quadri astratti. Vengo qua quando ho voglia di esaminare un mistero e inappuntabile trovo la risposta. Sempre.

In Sardegna è nata la mia passione per il rosso acceso, per i viola, i turchesi, i gialli e la voglia di misurarmi con le tele monocrome.

Ora sento la necessità di rimettere a punto la mia tavolozza e mi tuffo in un'euforica esercitazione: una lezione di blu.

Non parlo, non oso parlare, ascolto. Il richiamo della notte e il maestrale mi rapiscono, la brezza coccola il mio corpo. Nessun professore interferisce o cerca di insegnarmi le varie componenti dei colori. La natura diventa amica e maestra.

Respiro lentamente, osservo: la luce cambia e trasforma i colori, le superfici, i profumi. L'alba a Bosa, la notte di Aggius, il blu profondo di Capo Testa, le Pietre Amiche di Costa Paradiso, e il silenzio della Valle della Luna mi catturano e m'invitano a prendere parte a un'opera Divina.

Scopro gli anfratti, le cavità: scendo nella profondità dell'isola fino a sentire il suo pulsare, la sua parte più nobile. Lentamente scopro i suoi tesori, tocco il suo cuore.

Ubriaco di sapere prendo coscienza e mi accorgo che la lezione è finita: sento il blu nell'aria, palpabile come una cosa che conoscevo da sempre e aspettavo solo il momento giusto per presentarla anche a voi. Amici miei.