STRALCI

Lorenza Scalisi

Enzo Todaro

Tommaso Biamonte

Claudio Caserta

F. B.

 



Bartolomeo Gatto è quello che si suole definire un uomo di poche parole. Almeno fino a quando non si parla di arte, della sua arte. Allora la sua voce si fa vibrante e le sue mani incominciano a disegnare nell'aria sagome indefinite, che diventano poi volume scolpito figure e tratti sulla tela dipinta. Volumi e figure che spesso raffigurano pietre, "Pietre Amanti" materia preferita da scalfire con lo scalpello sia da
raffigurare in tele di grandi dimensioni. Un leitmotiv ricorrente nella sua arte, come dimostrano le opere nel suo laboratorio a Giovi Altimari, a pochi passi da Salerno, occupato in gran parte da tele aventi come tema le pietre e blocchi di marmo pronti ad essere trasformati in qualcosa di significante.

Lorenza Scalisi
Torna al menù Critica



"Un’arte, quindi quella di Bartolomeo Gatto che unisce tutti i popoli protesi alla difesa della propria dignità, della propria libertà. Solo all’occhio del superficiale, del disattento osservatore, possono
sfuggire questi elementi costitutivi del pittore-scultore Bartolomeo Gatto….L’ironia sferzante trova posto anche in qualche sua scultura che, comunque è pervasa sempre dall’amore verso il prossimo"

Enzo Todaro
Torna al menù Critica



"…A Ravello gli amanti dell’arte hanno scoperto un protagonista dei mutamenti culturali e sociali che con semplicità e modestia , ha saputo consegnare con linguaggio artistico la condanna della demagogia,
l’esaltazione della coerenza e la condanna delle volgarità. Ecco il Bartolomeo Gatto che espone a Ravello sulle ali delle note di Wagner una pagina di alta cultura. Grazie Bartolomeo!…"

Tommaso Biamonte
Torna al menù Critica




"…Nella più recente ricerca in pittura, Bartolomeo Gatto sta indugiando sul particolare…Le tele riportano, nel prevalente monocromatismo, l’attenzione su di un singolo aspetto emozionale e nel contempo indagano sui più intimi conflitti, con occhi capace di leggere in profondità…. Il risultato è inquietante. Si teme di non riuscire a custodire più nessun ricordo (sottraendolo) alla confusa furia disboscatrice. Fino alla nudità. Credo che queste siano le opere più significative e, per cultura artistica, più interessanti."

Claudio Caserta
Torna al menù Critica





F.B. - 21 ottobre 2007
Clicca qui per leggere l'articolo