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28 maggio - 26 giugno 2026
Complesso San Michele
Via Bastioni 14 - Via San Michele 10 - Salerno
BARTOLOMEO GATTO
Spazi Atemporali
In collaborazione con la Fondazione Carisal, l'associazione culturale Opificio Art e il Liceo Artistico Sabatini Menna.
Testo critico di Gabriella Taddeo.

Spazi atemporali
1991-2018
Un costante ed intenso ardore ancestrale anima l’attività artistica di Bartolomeo Gatto: è Madre-Terra, inesauribile forza creatrice che domina e catalizza il suo sguardo, transitando con fluidità dalle sue opere pittoriche dense di forme e colori alle sue slanciate sculture. È la divinità primordiale, Gea, fonte di vita e fertilità, che ha preceduto gli dei dell’Olimpo, a farsi la sua materia ricorrente dall’aspetto di roccia frammentata in blocchi compatti e fortemente cromatici.
Il suo tributo a Gea si estende dalla simbologia collettiva ed universale alla sua appartenenza, alla individuale territorialità, in altre parole alle sue terre d’origine e d’adozione che sono entrate nella sua dimensione artistica.
Spazi atemporali
2019-2021
Durante gli anni del Covid l’artista matura un diverso modo di dipingere le sue rocce che divengono pietre in volo come ci dice lui stesso in un testo scritto in quegli anni: ”In questi giorni di forzata reclusione, causata da una malattia invisibile, non mi sono lasciato travolgere da tristi pensieri. Ho intrapreso con determinazione un itinerario fantastico. Mi sono cimentato come un bambino in un’avventura: ho osato un nuovo gioco con i colori, visitando spazi siderali, esplorando con una nuova attenzione le pietre, mie amiche e compagne di tanti viaggi. Le pietre si librano nello spazio, si staccano dalla Madre Terra. Si accendono di colori inaspettati rievocando il concetto di libertà. Si muovono con apparente leggerezza mentre una forza invisibile le fa vibrare e le lega in un armonioso girotondo. È un movimento traboccante di vita!”.

Spazi atemporali
Lo sguardo di Valentino Petrosino
Accanto al percorso di Spazi Atemporali, la mostra si arricchisce di una sezione speciale pensata per restituire al pubblico una dimensione fondamentale della ricerca artistica di Bartolomeo Gatto: la realizzazione di grandi opere scultoree in pietra installate in spazi pubblici del territorio salernitano.
L’impossibilità di trasferire all’interno del Complesso San Michele alcune delle monumentali sculture realizzate dall’artista ha suggerito una scelta curatoriale che si è trasformata in occasione di approfondimento e valorizzazione. Nasce così un dialogo tra la mostra e il territorio, attraverso un percorso fotografico che porta simbolicamente dentro gli spazi espositivi opere concepite per vivere all’aperto, nel rapporto diretto con la comunità e con il paesaggio.
Le immagini, realizzate dal fotografo Valentino Petrosino, presidente dell’Associazione Culturale LAB 147, offrono una personale interpretazione delle opere di Bartolomeo Gatto, mettendo in evidenza il dialogo tra materia e luce. Attraverso la fotografia, le opere vengono reinterpretate in una nuova dimensione narrativa e visiva, capace di amplificarne il valore simbolico ed emotivo. Questa sezione della mostra rappresenta non soltanto un omaggio alla produzione monumentale dell’artista, ma anche un racconto del profondo legame tra Bartolomeo Gatto e il territorio della provincia di Salerno, luogo che ha accolto e custodito molte delle sue opere pubbliche, trasformandole nel tempo in punti di riferimento identitari e culturali.
Spazi atemporali
Un progetto della Fondazione Bartolomeo Gatto dedicato agli studenti.
Un omaggio del liceo artistico Sabatini Menna alla Fondazione.
Ulteriore elemento di valore del progetto espositivo è il coinvolgimento degli studenti del Liceo Artistico Sabatini-Menna, protagonisti di un percorso formativo dedicato alla conoscenza dell’artista e della sua eredità culturale. Nell’ambito delle attività promosse durante l’anno scolastico, la Fondazione Bartolomeo Gatto ha accolto gli studenti presso lo studio del Maestro, offrendo loro un’esperienza diretta di studio, osservazione e confronto con i luoghi della sua produzione artistica.
Parallelamente, gli studenti del corso di Audiovisivo hanno realizzato una video-intervista dedicata all’esperienza vissuta, al significato dell’arte come valore condiviso, contribuendo con uno sguardo contemporaneo alla narrazione dell’opera e della figura di Bartolomeo Gatto.
I lavori prodotti dagli studenti, insieme al video realizzato, sono parte integrante della mostra e trasformano l’esposizione in uno spazio di dialogo tra memoria, territorio e nuove generazioni.













