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Eventi in corso / in programma
28 maggio - 26 giugno 2026
Complesso San Michele
Via Bastioni 14 - Via San Michele 10 - Salerno
BARTOLOMEO GATTO
Spazi Atemporali
22 giugno 2026, ore 19.00 - DIPINGERE L'ANIMA
Come l'arte può aiutarci a restare umani oltre gli algoritmi
Incontro con don Gianni Citro
Conduce Paolo Romano
Complesso San Michele - Via San Michele 10 - Salerno
Nell'era della precisione digitale e dei flussi di dati che governano le nostre giornate, dove si nasconde la scintilla dell'ineffabile? L'arte si riscopre baluardo di resistenza, ultimo territorio in cui l'imprevisto e l'imprevedibile sposano coscientemente l'imperfezione. Un viaggio teso a ritrovare il battito profondo della nostra umanità attraverso il colore, la forma e le intuizioni dello spirito.
In un dialogo, che attraverserà anche le recenti questioni aperte dall'enciclica di Papa Leone e le teorie sull'intelligenza artificiale, il critico d'arte don Gianni Citro aiuterà a riflettere su ciò che si nasconde oltre la superficie del visibile, indicando nella creatività la strada maestra per sfidare le leggi binarie.
A tessere le fila di questo incontro tra estetica ed etica sarà il giornalista e scrittore Paolo Romano.
Un appuntamento da non perdere per riscoprire il potere salvifico della bellezza e rivendicare il proprio diritto a restare umani, oltre ogni algoritmo.
Seguirà visita guidata alla mostra "Spazi Atemporali" di Bartolomeo Gatto
Parlano di noi:

Opere 1991 -2018
Una costante ed intensa passione ancestrale segna l’attività artistica di Bartolomeo Gatto: è Madre-Terra, inesauribile forza creatrice che domina e catalizza il suo sguardo, transitando con fluidità dalle sue opere pittoriche dense di forme e colori alle sue slanciate sculture. E’ la divinità primordiale, Gea, fonte di vita e fertilità, che ha preceduto gli dei dell’Olimpo, a farsi la sua materia ricorrente dall’aspetto di roccia frammentata in blocchi compatti e fortemente cromatici. Il tributo a Gea di Bartolomeo Gatto si estende dalla simbologia collettiva ed universale alla sua appartenenza, alla individuale territorialità, in altre parole alle sue terre d’origine e d’adozione che sono entrate nella sua dimensione artistica quali geografie interiori. (...) Un continuativo attaccamento alla materia, ai luoghi, alla radice che si fa linguaggio interiorizzato per poi divenire visione spaziale nelle sue opere. E’ a partire dal duemila che l’artista restringe la gamma cromatica prediligendo il “rosso”. che è universalmente associato all’èlan vital, alla passione ma anche al fuoco del dio Vulcano che viene fuori dalle viscere della terra. Anche qui riemerge l’ambivalenza: l’altra faccia del rosso è la violenza, la guerra che ritorna ciclicamente spargendo il rosso sangue. Un colore che attraversa la storia, che rappresenta l’arte stessa come fuoco creativo ma al tempo stesso i drammi passati ed attuali.

Opere 2019 -2021
Durante gli anni del Covid l’artista matura un diverso modo di dipingere le sue rocce che divengono pietre in volo. Come dice lui stesso in un testo scritto in quegli anni: ”In questi giorni di forzata reclusione, causata da una malattia invisibile, non mi sono lasciato travolgere da tristi pensieri. Ho intrapreso con determinazione un itinerario fantastico. Mi sono cimentato come un bambino in un’avventura: ho osato un nuovo gioco con i colori, visitando spazi siderali, esplorando con una nuova attenzione le pietre, mie amiche e compagne di tanti viaggi. Le pietre si librano nello spazio, si staccano dalla Madre Terra. Si accendono di colori inaspettati rievocando il concetto di libertà. Si muovono con apparente leggerezza mentre una forza invisibile le fa vibrare e le lega in un armonioso girotondo. È un movimento traboccante di vita!”.
Lo sguardo di Valentino Petrosino
Accanto al percorso di Spazi Atemporali, una sezione speciale pensata per restituire al pubblico una dimensione fondamentale della ricerca artistica di Bartolomeo Gatto: la realizzazione di grandi opere scultoree in pietra installate in spazi pubblici del territorio salernitano. L’impossibilità di trasferire all’interno del Complesso San Michele le monumentali sculture realizzate dall’artista ha suggerito una scelta curatoriale che si è trasformata in occasione di approfondimento e valorizzazione. Nasce così un dialogo tra la mostra e il territorio, attraverso un percorso fotografico che porta simbolicamente dentro gli spazi espositivi opere concepite per vivere all’aperto, nel rapporto diretto con la comunità e con il paesaggio. Le immagini, realizzate dal fotografo Valentino Petrosino, presidente dell’Associazione Culturale LAB 147, offrono una personale interpretazione delle opere di Bartolomeo Gatto, mettendo in evidenza il dialogo tra materia e luce. Attraverso la fotografia, le opere vengono reinterpretate in una nuova dimensione narrativa e visiva, capace di amplificarne il valore simbolico ed emotivo. Il percorso comprende le sculture Abbraccio, installata in Piazza del Carmine a Salerno; Inseguendo la Pace, esposta nel Giardino degli Aranci di Giffoni Valle Piana; Verso il futuro, collocata nella Villa Comunale di Coperchia, frazione di Pellezzano e le sculture Incontro e Dove si tocca il cielo custodite presso la sede della Fondazione Bartolomeo Gatto. Questa sezione della mostra rappresenta non soltanto un omaggio alla produzione monumentale dell’artista, ma anche un racconto del profondo legame tra Bartolomeo Gatto e il territorio della provincia di Salerno, luogo che ha accolto molte delle sue opere pubbliche, trasformandole nel tempo in punti di riferimento identitari e culturali.
Un progetto della Fondazione Bartolomeo Gatto dedicato agli studenti. Un omaggio del liceo artistico Sabatini Menna alla Fondazione.
Ulteriore elemento di valore del progetto espositivo è il coinvolgimento degli studenti del Liceo Artistico Sabatini-Menna, protagonisti di un percorso formativo dedicato alla conoscenza dell’artista e della sua eredità culturale. Nell’ambito delle attività promosse durante l’anno scolastico, la Fondazione Bartolomeo Gatto ha accolto gli studenti dell’indirizzo Arti Figurative presso l’atelier del Maestro, offrendo loro un’esperienza diretta di studio, osservazione e confronto con i luoghi della produzione artistica. Parallelamente, gli studenti del corso di Audiovisivo e Multimediale hanno realizzato una video-intervista dedicata all’esperienza vissuta, al significato dell’arte come valore condiviso, contribuendo con uno sguardo contemporaneo alla narrazione dell’opera e della figura di Bartolomeo Gatto.
I lavori prodotti dagli studenti, insieme al video realizzato, sono parte integrante della mostra e trasformano l’esposizione in uno spazio di dialogo tra memoria, territorio e nuove generazioni.
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